GLI ORGANIZZATORI

Cecchini Andrea (Presidente), Millan Riccardo (Direttore Tecnico), Andrian Dario (Media), Silvestri Maurizio (Web Master), Perini Sebastiano (Segreteria), Andrian Daniele, Andrian Nicola, Battistuta Aldo,Cecchin Luigi, Cecchin Simone, Cingano Paolo, Colussi Ottone, De Marco Mauro, Godeassi Antonello, Godeassi Omar, Goz Aldo, Parisi Denis, Poiana Franco, Zorzin Valerio, Zuccheri Aldino

I NOSTRI OBIETTIVI

  • Realizzare iniziative e manifestazioni a scopo benefico destinando il ricavato a enti o organizzazioni che operano in ambito sociale
  • Sensibilizzare le persone nei confronti di tematiche riguardanti la salute e lo sport in generale
  • Promuovere valori quali: la solidarietà, il rispetto reciproco, il volontariato, il senso di comunità
  • Educare i giovani ad uno stile di vita sano e attivo
  • Sostenere la prevenzione ed il primo intervento tempestivo nelle pratiche sportive

La storia del torneo

In seguito alla tragica vicenda che ha colpito la famiglia di Fabio, la comunità di San Vito al Torre, le comunità limitrofe e il mondo sportivo in generale, un gruppo di amici e conoscenti ha organizzato un torneo calcistico a livello regionale e nazionale con lo scopo di tenere vivo il ricordo del giovane calciatore scomparso così prematuramente.

Il primo torneo giovanile categoria esordienti si è svolto, in sua memoria, dal 12/05/2016 al 29/05/2016 (fase regionale e fase nazionale).

Il secondo torneo giovanile categoria giovanissimi si svolge dal 19/05/2017 al 04/06/2017 (fase regionale e fase internazionale).

Le cronache del periodo

Il Cesena calcio ha diramato una nota con il suo cordoglio: “L´A.C. Cesena, nella persona del Presidente Giorgio Lugaresi , dei componenti del Consiglio di Amministrazione, dei dirigenti e dei dipendenti di prima squadra e settore giovanile, si stringe con affetto attorno alla famiglia di Fabio Zuccheri, già portiere bianconero delle squadre Giovanissimi Nazionali nella stagione 2009/2010 e degli Allievi Regionali nella stagione 2010/2011. Alla sua famiglia le più sentite condoglianze da parte della società”.

Fonte: Messaggero Veneto

PALMANOVA. Lascia ancora molti interrogativi la tragica scomparsa di Fabio Zuccheri, il ventenne portiere del Sevegliano morto mercoledì sera durante il primo allenamento della squadra che milita in Promozione. A far luce sulle cause del decesso sarà probabilmente l’autopsia che la Procura di Udine disporrà lunedì. Al medico legale, che non è stato ancora nominato, gli inquirenti chiederanno se vi fossero dei segni in grado di prevedere la tragedia e sia siano stati in qualche modo sottovalutati. «Vogliamo capire - conferma il procuratore capo Antonio De Nicolo, che ha affidato il caso al sostituto di turno - se si sia trattato di una vicenda imponderabile o se vi fossero dei segni di prevedibilità. In questo caso dovremo stabilire anche chi avrebbe dovuto provvedere».
Per questo la Procura attende di conoscere l'esito dell'autopsia e di leggere con attenzione tutta la documentazione clinica del ragazzo, a cominciare dall'ultimo certificato di idoneità all'attività sportiva per proseguire a ritroso con tutti i referti legati alla carriera calcistica del ragazzo «ovunque si trovino». La Procura ha delegato l'acquisizione della documentazione medica anche in Liguria, dove Fabio aveva giocato negli ultimi tempi prima di arrivare con il mercato di gennaio all'Ufm Monfalcone e, infine, al Sevegliano. Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati. potrà accertare le vere cause del decesso ed eventualmente le responsabilità. La Procura non esclude infatti di effettuare iscrizioni nel registro degli indagati, come sempre avviene in questi casi, per consentire tutti gli accertamenti necessari. Sul caso, e in particolare sull’acquisizione dei certificati medici, stanno lavorando anche i carabinieri del comando di Palmanova e i militari della stazione di Torviscosa. Convinti, come la Procura, che l'autopsia sul giovane sarà determinante per procedere alle indagini.
Al di là dell’inchiesta, resta il fatto che lo sfortunato giovane ha subito praticamente la stessa sorte toccata ai due zii, fratelli del padre. Fulvio Zuccheri, il maggiore, è deceduto in situazione analoga sul campo sportivo di Cesena nell'ottobre del 2007 mentre stava disputando una partita amichevole di ex calciatori. Aveva militato in serie A nel Bologna e tra i professionisti anche a Cesena dove è stato anche allenatore. Ed è chiaro che a quei livelli i controlli medici sono particolarmente attenti e precisi. L'altro zio, Giorgio Zuccheri, pure calciatore di un certo livello, era deceduto così repentinamente in casa proprio il giorno del suo compleanno. Dunque, una famiglia bersagliata dalla malasorte. Fabio Zuccheri: un infarto improvviso la ragione della morte.
I risultati dell'autopsia - effettuata dal medico legale Lorenzo Desinan - parlano di un infarto del miocardio. Per andare a fondo sulla vicenda, e capire se si poteva evitare, saranno necessari gli ulteriori accertamenti istologici.

Redazione 13 Agosto 2015

Storie correlate

Morte di Fabio Zuccheri: indagati due medici e un dirigente calcistico Un infarto del miocardio. È questa - secondo l’autopsia effettuata mercoledì dal medico legale Lorenzo Desinan - la ragione della morte del 20enne portiere di Crauglio, deceduto la settimana scorsa dopo essere stato colto da un malore improvviso al primo allenamento sul campo del Sevegliano.

«L’accertamento è terminato - ha confermato il Procuratore capo Antonio De Nicolo -. Domani faremo il nulla osta per i funerali del ragazzo. La priorità ora è restituire il corpo alla famiglia perché capiamo il dramma umano che stanno vivendo. Resta tuttavia ancora da capire - prosegue - se l'evento fosse prevedibile».

Per andare a fondo sulla vicenda come vuole De Nicolo saranno necessari gli ulteriori accertamenti istologici e l'esame della documentazione clinica che dovrà svolgere ora il dottor Desinan. Tre persone - due medici e un dirigente sportivo, il presidente del Sevegliano, - sono stati iscritti nel registro degli indagati per consentire la presenza di propri periti all'esame autoptico. Folla in campo per i funerali di Fabio morto in allenamento a soli 20 anni Sul feretro la maglia della Asd Sevegliano: un esempio positivo, per i giovani. Oltre 3mila persone e lutto cittadino, tre amiche lo ricordano

Per approfondire
Fabio Zuccheri, funerali, calcio, San Vito al Torre - di Paola Treppo SAN VITO AL TORRE


Oltre 3mila persone ai funerali di “Sugar”, Fabio Zuccheri, giovane promessa del calcio morto tragicamente il 5 agosto scorso, a seguito di un infarto, durante il primo allenamento con la Asd Sevegliano, a Bagnaria Arsa (Udine).

Una cerimonia, quella per il suo ultimo saluto, che ha visto unirsi in preghiera tantissimi calciatori, quelli di tutte le società in cui aveva militato: il Vado Ligure, la Sambenedettese, il Teramo, l’Ufm Monfalcone e la Asd Sevegliano. Tutti in campo, quello di San Vito al Torre, paese dove il giovane abitava con i genitori e la sorella, nella frazione di Crauglio.

A officiare la messa, sul campo erboso preparato dai volontari dell’associazione sportiva San Vito al Torre e dagli alpini, con il supporto della locale squadra della Protezione civile e dell’amministrazione municipale - che ha decretato il lutto cittadino -, è stato il parroco di Crauglio, don Giorgio Longo, che ha concelebrato unitamente al sacerdote di Bagnaria Arsa, a quello di Aiello del Friuli, don Federico Basso, a don Paolo Zuttion e a don Qualizza di Gradisca d’Isonzo.

Sono stati letti due messaggi dell’arcivescovo di Gorizia, monsignor Roberto Carlo Maria Radaelli e dell’arcivescovo emerito di Gorizia, monsignor Dino De Antoni: nelle loro lettere parole di vicinanza alla famiglia e di speranza: “Fabio vive nell’amore di Dio e nei nostri cuori”. Nella sua omelia don Giorgio ha ricordato il giovane e ha chiesto alla comunità di stare accanto alla famiglia.

Sul feretro la maglia della Asd Sevegliano. Nelle parole di tre sue amiche i bei momenti passati insieme, la gioia di vivere del “portierone”, la sua capacità, già da adulto, di fare da guida ai compagni, ai coetanei. Un esempio positivo, per i giovani, “Sugar”, come impegno, responsabilità e rispetto verso gli altri. Un ultimo saluto lungo un’ora e mezza, nel caldo di un agosto che nessuno, in paese, riuscirà mai a dimenticare.